Donald Trump e Dazi: Realtà o Finzione?

Negli ultimi mesi, l’attuale Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha spesso sostenuto che numerosi paesi impongono dazi ingiusti sulle merci statunitensi, danneggiando l’economia americana. Queste dichiarazioni stanno portando ad una serie di politiche protezionistiche, tra cui l’imposizione di nuovi dazi su importazioni provenienti da diverse nazioni. Tuttavia, numerosi analisti ed esperti di commercio internazionale hanno messo in discussione la veridicità di queste affermazioni, suggerendo che molte delle asserzioni di Trump siano esagerate o infondate.​

La Narrativa di Trump sui Dazi

Donald Trump afferma che gli Stati Uniti sono stati trattati ingiustamente dai loro partner commerciali, sostenendo che le merci americane affrontano tariffe elevate quando entrano in altri paesi, mentre gli Stati Uniti applicano tariffe molto più basse sulle importazioni. Ad esempio, durante l’annuncio nel Rose Garden della Casa Bianca, Trump ha dichiarato che l’Unione Europea impone una tariffa del 39% sui prodotti statunitensi, annunciando quindi dazi del 20% sulle importazioni dall’UE .​

La Realtà dei Dazi Internazionali

Analizzando i dati effettivi, emerge un quadro diverso. Secondo l’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC), le reali tariffe medie applicate dall’Unione Europea sulle importazioni sono relativamente basse e in linea con quelle degli Stati Uniti. Ad esempio, l’UE applica una tariffa media del 3% sulle merci importate, mentre gli Stati Uniti applicano una tariffa media del 2,4%. Queste cifre smentiscono l’affermazione di una tariffa del 39% da parte dell’UE sui prodotti statunitensi.​

Inoltre, molte delle tariffe più elevate applicate dall’UE riguardano prodotti agricoli, un settore in cui gli Stati Uniti hanno un surplus commerciale con l’UE. D’altro canto, gli Stati Uniti applicano tariffe elevate su determinati prodotti, come i camion leggeri, che sono soggetti a una tariffa del 25%.​

La Metodologia di Calcolo dei Dazi di Trump

La metodologia utilizzata dall’amministrazione Trump per calcolare le tariffe “reciproche” è stata oggetto di molte critiche. Secondo il Financial Times, l’amministrazione ha calcolato queste tariffe prendendo il deficit commerciale degli Stati Uniti con un determinato paese, dividendolo per il totale delle importazioni da quel paese e poi dimezzando il risultato. Questo metodo ha portato a tariffe gonfiate e non riflettenti le reali barriere tariffarie esistenti.

Le Conseguenze delle Politiche Tariffarie di Trump

Le politiche tariffarie adottate da Trump hanno avuto ripercussioni significative sull’economia globale. Ad esempio, il solo annuncio di dazi del 10% su tutte le importazioni e tariffe più elevate su specifici paesi ha scatenato, nei primi giorni di Marzo 2025, reazioni negative nei mercati finanziari, con l’S&P 500 che ha registrato una flessione del 3,44% e il Nasdaq del 4,6%.

Inoltre, molti paesi colpiti da questi dazi hanno minacciato o implementato misure di ritorsione, aumentando il rischio di una guerra commerciale globale. Ad esempio, il Canada ha annunciato contromisure in risposta ai dazi statunitensi, mentre l’Unione Europea e la Cina hanno espresso l’intenzione di fare lo stesso .​

È necessario adeguare i nostri investimenti?

Le scelte dell’amministrazione americana in materia di dazi e politiche commerciali stanno generando un’elevata volatilità nei mercati finanziari. Gli investitori si trovano di fronte a un contesto di incertezza che può influenzare negativamente le performance dei portafogli, soprattutto per chi non ha adottato strategie di diversificazione adeguate. L’aumento delle tensioni commerciali e l’imposizione di tariffe doganali più elevate stanno incidendo non solo sui rapporti internazionali, ma anche sulle aspettative di crescita economica globale.

Per navigare questa fase di instabilità, è fondamentale rimanere aggiornati sugli sviluppi macroeconomici, valutare attentamente l’asset allocation e, se necessario, adottare strategie di copertura per mitigare i rischi. Tuttavia, ciò che davvero può fare la differenza è una solida pianificazione finanziaria. Un portafoglio ben pianificato, costruito su principi di diversificazione e gestione del rischio, è in grado di resistere alla volatilità di breve termine senza compromettere gli obiettivi di lungo periodo.

Solo con una strategia ben definita e una gestione consapevole degli investimenti possiamo affrontare le turbolenze dei mercati con maggiore serenità e proteggere il nostro capitale nel tempo.

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